Con Barbara Di Lorenzo
Visita guidata + noleggio sistema di amplificazione: Eu 12 iscritti a Flumen / Eu 15 non iscritti
Biglietto d’ingresso: Eu 3,00
La sopravvivenza forse più preziosa a Roma di età medievale è il Sancta Sanctorum che in questo periodo storico rappresentava l’oratorio privato dei papi, sostituito dal Rinascimento in poi dalla cappella Sistina in Vaticano. In origine questa cappella era situata al piano superiore dell’archivio pontificio e con Sisto V, nel 1585-89, che fece demolire il Patriarchium, venne isolata e collocata davanti la Scala Santa. La cappella era in origine denominata San Lorenzo in Palatio: soltanto a partire dal sec. IX, per le molte e preziosissime reliquie che vi si custodivano, si cominciò a chiamarla Sancta Sanctorum.
Il nome Sancta Sanctorum (= le cose sante tra le sante) rievoca quella parte del tempio di Gerusalemme ove era custodita l’Arca dell’Alleanza e questo titolo gli deriva dal fatto che in essa erano custodite le più preziose reliquie cristiane, tra cui il prepuzio di Gesù bambino, i suoi sandali, il divano su cui assistette all’ultima cena, il bastone con cui fu percosso il suo capo coronato di spine, le teste dei santi Pietro e Paolo, e molte altre. Molte di queste reliquie sono oggi scomparse o conservate altrove. Internamente la chiesa è stata decorata dai Cosmati mentre i preziosissimi affreschi che si trovano sulla parte alta della cappella e sulla volta sono del XIII secolo.
Secondo una tradizione tardo medievale, la Scala Santa, detta anche Scalae Pilati, sarebbe stata traslata da Gerusalemme a Roma nel 326 e proverebbe dal palazzo del governatore romano Ponzio Pilato che giudicò Gesù, il quale nel Venerdì Santo avrebbe salito quei gradini bagnandoli del suo sangue Fino al tempo di Sisto V Scala Santa e Sancta Sanctorum erano due edifici vicini ma distinti; nell’ambito della nuova sistemazione sistina Domenico Fontana affiancò alla scala, che si poteva salire soltanto in ginocchio, quattro scale per l’ordinario disimpegno.
Obbligatoria mascherina FFP2.