Come nella migliore delle tradizioni il Messico ha commosso e sedotto i nostri animi!
Con la sua immediatezza e tranquillità ha affascinato i sensi e ci ha portati a riconoscere ovunque i segni della sua incredibile storia passata e recente. Non ha prezzo quella sensazione particolare e indescrivibile che suscita solo l’idea di andare verso il Nuovo Mondo, dove tutto ebbe inizio e, ancor più stimolante, è la consapevolezza che tutte le volte che ci si va, si torna arricchiti, con l’idea che anche quest’ultima volta ha saputo stupirci!
E’ esattamente quello che ho provato di persona dal momento in cui, dopo 15 ore di viaggio, siamo arrivati in vista di Città del Messico. L’impatto con le luci della città dominata dall’alto è a dir poco unico nel suo genere e si rimane incantati a chiedersi anche dopo mezz’ora dove mai avrà fine quell’oceano di luce. 20.000.000 milioni di abitanti che vivono in uno spazio immenso, una città composita e dalle migliaia di culture diverse che convivono come in un brulicante formicaio. Città del Messico è l’anima culturale della nazione, prima durante l’epopea azteca, una Venezia sul lag , Tenochtitàn, poi durante la barbarie della Spagna del Rinascimento. Ma è proprio da questo connubio irripetibile, l’anima indigena e figlia di una cultura millenaria e quella europea che si genera il Messico nella sua identità più segreta e trasparente.
Siamo dunque usciti dalle viscere della città seducente dopo averne ammirato i luoghi istituzionali della cultura e quelli di un’arte sperimentale, che veniva favorita agli inizi del 900 da una società sotto il Porfiriato, ma di certo aperta e rampante sul piano internazionale. I Murales di Diego Rivera sono stati infatti una sincera presa di coscienza verso quello che si ritiene rappresentare il vero spirito della”messicanità”.
Proprio questa particolare atmosfera di magia e ricordo che si vive in ogni angolo del Messico è stata la protagonista della nostra esperienza. Siamo andati alla scoperta della trasparenza di un paese dalla geografia formidabile e mutevole nel raggio di pochi chilometri. Mutevole la vita che vi si conduce da secoli da parte delle comunità delle antiche popolazioni Maya che vivono fieramente per lo più in Chiapas forti delle loro tradizioni e con un volto storicamente segnato dalla resistenza all’invasore. Tutto cio in uno scenario naturalistico da togliere il respiro dove continuamente lo stupore per le piramidi di centinaia di siti archeologici è pari a quello per la natura rigogliosa che le avvolge e le nasconde, vera padrona del proprio regno. La levataccia del mattino, quando ancora il sole non era sorto, per andare nel cuore della biosfera Maya di Calachmul e salire sull’alta piramide di 65 m. sarà un ricordo indelebile. Una terrazza su uno dei polmoni incontaminati del pianeta in cui tutto ciò che appare sotto di noi è un mare verde di alberi a fusto alto, gli unici dello Yucatàn.
Il nostro viaggio tra la Rivoluzione e volti di persone esatte a come le vide Cortès la prima volta, tra piramidi, il cibo di una delle più gustose e più varie cucine del mondo e ancora nelle città dal profumo e stile coloniali, ha decretato dunque la stessa sentenza di sempre …. Il Messico non lo si può conoscere profondamente se non lo si vive come un amante, quando il distacco ha come inevitabile conseguenza la voglia del ritorno.
L’incredibile varietà delle opportunità di itinerario che offre il paese, da quelli di carattere archeologico a quelli naturalistici, o ancora storici o di ricerca, sono una delle riserve di ricchezza più grandi. Questo certamente farà da sprone alla possibilità di organizzare nuove avventure nella regione dalla grande prospettiva di accrescimento umano e di esperienze.